-Così hai
deciso di scoprire che fine ha fatto tuo padre...bravo, hai il nostro pieno
appoggio!-

Duccio ed Eugenio sedevano a cena da
Natasha e Joshua, sia per ritrovare un po'di unità familiare, sia
per intavolare il discorso del
ritrovamento del padre di Joshua. Eugenio, fresco di colpi di sole, ogni tanto
guardava Duccio ammiccando, come per
dire: "Glielo diciamo o no?" Ma Duccio si scherniva con piccoli
gesti, negando a volte con gli occhi.
Non era il momento, la serata era dedicata solo ed esclusivamente ad
un riavvicinamento fraterno.
-Sì, ragazzi... io e Natasha vogliamo
sposarci, ma sapete...è un mio desiderio che al matrimonio possano
essere presenti i miei genitori e mio
fratello...-
-Certo, certo...ovviamente!-
Annuivano all'unisono Duccio ed
Eugenio, mentre Natasha finiva di servire un delizioso tacchino guarnito
da piselli.
-Uh,piselli!I miei preferiti!- fece
l'occhiolino Eugenio e si beccò un calcione da Duccio.

-Scusate l'abbigliamento non
proprio...idoneo ad una cena ma con questa pancia mi va tutto stretto!-
-Tranquilla, sorellì e poi stai più
comoda!- sorrise Duccio, un po'invidioso di quella gravidanza. Si era
riproposto di rendere prima LUI nonni
i suoi genitori, invece la precoce sorella lo aveva preceduto, come
sempre.
-Patà, stavo dicendo delle...
indagini!- si intromise Joshua, il cui scopo era chiedere aiuto al cognato
avvocato
introdotto, senza risultare uno
spregevole profittatore.

-AH sì!Stiamo cercando negli
ospedali,in Comune,ma le nostre conoscenze sono limitate...magari tu...
Duccino, che sei avvocato...-
-Bè non sono di certo Sherlock
Holmes,però...magari potrei avere qualche "conoscenza" in più...-
Lo sguardo di Joshua, il quale
fingeva di sbocconcellare il tacchino, era tutto rivolto con malcelata
speranza, verso suo cognato.
-Ho un amico in polizia e qualche
aderenza al Municipio...potrei rivolgere la richiesta a loro!-
-Sì,potresti...- aggiunse Eugenio,
che tanto aveva a cuore quel povero ragazzo rimasto orfano.

-Ed io,per via del mio
lavoro,frequento molta gente che conta...politici,banchieri...-
Eugenio ingollò un pezzo di tacchino,
masticando delicatamente. Ogni tanto si accorgeva di avere
gli occhi di Natasha addosso, ma
rispondeva con un sorriso sicuro. Duccio non poteva essere più diverso
da sua sorella: per quanto fosse
impaurito dalla vita lui, tanto era audace e intrepida lei. Dopo questa
veloce considerazione, Eugenio posò
gli occhi sul ventre arrotondato di Natasha e si disse che anche lui
aveva un figlio, di conseguenza un
nipote da presentare ai coniugi Angelini. Ma fu un pensiero fugace e
subito lo ricacciò, quasi
vergognandosene.
-Faccio il caffè!- esclamò Natasha,
arrabattando i piatti, mentre i piedi cominciavano a farle male.
-Ti aiuto!- disse Duccio, prendendo
il suo di piatto e notando che Joshua aveva mangiato davvero poco.

-Ma sì, Joshua...lasciamo i due
fratelli ai loro piccoli "segreti"!Ah,tanto per inciso...NON sono biondo
naturale!-
Motteggiò Eugenio, mentre Duccio
cercava di schernire l'amore dai suoi occhi, per non farsi accorgere.
Lasciarono i loro fidanzati a
discutere di sport e politica, Natasha gettò gli avanzi e Duccio prese a
lavare le stoviglie.

-Grazie fratellino, sono troppo
esausta per lavare i piatti stasera!-
-Mpf!Pensa quando il pargolo sarà
nato...dovrai comprarti una lavastoviglie,lo sai sì?!-
Ci fu un momento di silenzio, in cui
il gorgogliare del lavandino la fece da padrone. Poi Natasha si risolse
a parlare, torcendo un po'le mani, in
evidente stato d'ansia.
-Sono preoccupata...-
-Ma no,troveremo il padre o il
fratello di Joshua...non sarà semplice ma...-
-Veramente io pensavo a papà...-
-A papà? Che gli è successo?-
-No,niente...ma...come starà senza la
mamma?Avrà bisogno di noi...-
Duccio abbandonò il profumo di sapone
e si concentrò su sua sorella, strabuzzando gli occhi.

-Ma se hai dormito da lui ieri
notte!!!Non gli hai chiesto come sta?!-
-Io...cosa?!-
-Sì, ti ho vista...eravate nel
salone, sul divano marr...-
Poi si accorse che la sorella lo
fissava sempre più stralunata e tacque.
-Non eri TU ieri notte con lui,
presumo...-
-NO!Tu hai le visioni...oppure...-
-Oppure papà non ha bisogno di noi,
nè della mamma!-
Stettero un po' a esaminarsi l'un
l'altro, increduli, incapaci di trovare le parole giuste. Nessuno dei due
voleva scagliare un'accusa per primo,
nessuno voleva incolpare l'adorato papà...
-Penso sia ora di andarlo a
trovare,sai?-
-Sì,scimmia...concordo...- aggiunse
Duccio, visibilmente preoccupato.

-E pensa quando saprà che tu sei
fidanzato con Eugenio...che colpo gli prenderà,povero papà!-
Ancora una volta,Natasha lo aveva
stupito e battuto, col suo tempismo perfetto.
-Non ho intenzione di
dirglielo,ancora!-
-Figurati,non volevi rivelarlo
neppure a me!-
Duccio si sentì mortificato e per un
attimo temette il giudizio di sua sorella.
-Eugenio mi piace...tranquillo...-
E tornò il sereno.Anche se restava il
dilemma: chi era la moretta che dormiva sul divano con il loro padre?
-Pronto?Pronto?!Parlo con...l'Africa?!-

Dall'altra parte della cornetta, una
voce stentorea e lontana, cercava di fornire spiegazioni, ma in una
lingua incomprensibile.
-Pronto?!Con chi parlo?!-
Un rumore simile ad un ronzio, poi
dei silenzi agghiaccianti e varie voci assommate.

-Porc...a...vacca!Non
dico a lei!PRONTO?!E'possibile parlare con la signora Flaminia?! Missis Angelini!!!-
Gli risposero in francese o forse in
inglese. Comunque Igor non capì nemmeno una parola e ci rinunciò,
riagganciando.
"E' possibile che non riesca mai a
beccarla...eppure il numero è questo!"
Si ripeteva, esausto, con una gran
voglia di prendere il primo aereo e volare da sua moglie. Però lei lo
aveva chiamato solo una volta, appena
aveva messo piede nel continente africano, dopo di che era
svanita nel nulla, dimenticandosi non
solo il numero di casa, ma di avercela, una casa...
Il campanello della porta lo fece
tornare alla realtà.
"Mmmm...stò campanello suona solo per
le rotture...mò chi è?!-

Angie e suo figlio, Igor Jr,gli
sorridevano dalla porta a vetri: Igor lasciò il malumore per aprirsi ad
un' inaspettata ilarità.
-Ehi,che sorpresa!!!-
Il bimbo corse ad abbracciare l'amato
e lontano padre, mentre Igor, ricambiava schioccando baci e
carezze.


-Hai visto,papà?Sono venuto a
trovarti!!!Non voglio che stai solo!-
L'omone quasi si commosse alle parole
di un bimbo premuroso e che gli ricordava ogni giorno di più se
stesso da piccolo, prima che le
delusioni, i malumori e le sconfitte si impadronissero del suo tenero animo.
-Junior mi ha detto che...insomma,
tua moglie è partita e sei molto giù...così ho pensato che rivedere tuo
figlio ti avrebbe risollevato!-
-Grazie Angie, lo apprezzo
moltissimo!Non sai quanto!-
-Sei suo padre...è giusto così!-
aggiunse Angie, con una ritrovata maturità, non solo morale, ma anche fisica.
Era divenuta una donna, notò Igor e
anche molto bella.

-Puoi...lasciarmelo qualche giorno?Mi
farebbe immensamente piacere prendermi cura di lui...-
-Certo, non devi nemmeno
chiedermelo.Io starò a Roma per un periodo, per via del lavoro...-
Non osarono chiedersi altro, anche se
Igor era fortemente tentato di sapere se una bella donna
fosse ancora sola, più che altro per
il timore represso che un altro potesse fare da padre
a suo figlio.
-Bene!Ah...ti offro qualcosa?Non ho
molto nel frigo ma un succo lo possiamo rimediare!-
-No, grazie, mi tratterrò pochissimo,
poi devo tornare in albergo...domattina presto ho una...
convention...-
-Capisco...-

-Magari una di queste sere ceniamo
tutti e tre insieme, ti va?-
-Perchè no,Igor...non è una cattiva
idea!-
Finalmente un rapporto di reciproco
rispetto e imparzialità era subentrato alle liti e ai dispetti che
si erano susseguiti nel tempo.
-Mi scuserai se approfitto del tuo
bagno?Il viaggio è stato lungo e logorante...-
-Scherzi?Sali le scale, fino al primo
piano... poi dritta c'è una porta bianca...-
-Bene,grazie...-
-Ah,Angie...mi fa piacere rivedere
anche te...-
Nel frattempo, due occhi curiosi
indagavano da dietro la porta a vetri...

"Hai capito lo stronzo?!Ha anche
un'amante e un figlio nascosto...e poi fa tanto il moralista!"
Era indecisa sul da farsi, ma di
certo la situazione la infastidiva alquanto: si risolse allora a fare
un'infrazione.
Proseguì lungo il muretto di cinta,
sperando di trovare una scala esterna e infatti, la trovò.

Scavalcò la barriera e imboccò le
scale, trovando per sua fortuna, l'altra porta a vetri aperta...

Poteva sentire nitidamente la voce
della biondina ancora lontana e, soddisfatta di avere ancora del tempo,
si infilò nel bagno, aprendo l'acqua
della vasca...

-Così hai aperto un centro estetico
in Sardegna...mi fa piacere...-

-Sì,mi occupo di
massaggi,ricostruzione unghie,linfodrenaggio...-
-Insomma, la laurea in scienze delle
comunicazioni non ti è servita a niente!-
-Mah,mi è servita nel rapporto con la
clientela...per il resto,farà parte per sempre del mio bagaglio!-
-Certo,certo...-
-A te il lavoro come va?-
-Bene,non mi posso
lamentare...gestisco la palestra di mia moglie,come sempre!-
Lo disse quasi bofonchiando,perchè
non era una questione di cui andava fiero.
-Senti,se dovessi...per qualche
motivo restare senza lavoro,sappi che in Sardegna il mio centro è aperto!-
-Grazie,ma...che me metto a fà?!Il
massaggiatore...co stè mani?!-
-Ma no!Il personal trainer!Non sai
quanti clienti me lo richiedono e di te, ho la massima fiducia!-
-Ci penserò...- rispose, facendo
l'occhiolino.
-Vado in bagno ora, scusami...-
-Ops...ti ho trattenuto!Vai vai!-
Angie salì le scale, notando mobili e
quadri di rara bellezza. E quella era solo una delle tante case sparse
in giro per il mondo: se non avesse
conosciuto Igor, avrebbe sospettato un benessere forzato e un matrimonio
di convenienza.Invece,amava
quell'arpia e continuava la sua modesta vita.

All'improvviso si trovò di fronte una
ragazzetta mora, con in vita un asciugamano striminzito, che la
fissava tra l'incredulo e il
sospettoso.
-E tu chi sei?!-
Angie restò muta, osservando quella
giovane donna, che poteva avere sì e no l'età della figlia di Igor.
-Devi usare il bagno?Attenzione,per
terra è bagnato...Igor odia le pedate!-

Serena avanzò verso Angie, per nulla
imbarazzata dall'evidente desabillè.
-Ho capito!Sei un'amica di
Igor!Anzi...la mamma di suo figlio...- buttò là Serena, con una gran voglia
di prendere per i capelli quella
biondina insipida e moscia.
-Ma che storia è questa?!TU chi sei!-
riuscì ad esclamare Angie, infastidita dalla presenza di
una ragazza così giovane...Igor non
aveva perso il vizio di contornarsi di ragazzette immature. Forse
quella storia della rumena circuita
non era poi così falsa...

-Ehi!Non scaldarti ora eh!Non ti ho
mai vista prima nè sentita nominare...cosa vuoi da noi?!-
"NOI"?! Questa era buona. Era
evidente che Igor si consolasse per la partenza di Flaminia e non con
l'ultima arrivata: di certo l'aveva
abbordata in palestra e si era sbrigato a portarla nella ricca dimora, per
dare sfogo al suo animo pervertito.
Non lo conosceva abbastanza,decise. E si avviò per le scale, arrabbiata
e delusa, forse più da se stessa, per
essere caduta nuovamente nel tranello di un uomo vizioso e insolente.
Avrebbe scaricato quella
moretta,magari dopo un'altra gravidanza scomoda, come era accaduto a lei.

-Junior,andiamocene!E subito!-
-Mamma!Mi avevi promesso...-
-ANDIAMOCENE ho detto!!!-
Igor restò a guardarla strabiliato:
era uno scherzo,un incubo o cosa? A poco servirono le proteste di Igor Jr.,
Angie lo prese per mano e lo
strattonò via.
-Puoi spiegarmi che succede?!-

-Succede che non sei adatto a fare il
padre e nemmeno...il marito!!!Non mi fiderò mai più di te,mai più!!!-
-Ma che stai a dì?!Di che parli?!-
-Lo sai benissimo di che parlo...che
fai,l'avevi nascosta bene e non ti aspettavi venisse fuori,eh?Non lascio
mio figlio nelle tue mani,tantomeno
in quelle di una sconosciuta!!!-
-Sconosciuta?!-
-Andiamo via...Junior...-
Il piccolo uscì, voltandosi più
volte, a fissare suo padre con due lacrimoni evidenti.

Senza pensarci due volte, Igor corse
per le scale, come un forsennato, ma tutto si aspettava tranne di
veder comparire la figura di Serena,
in accappatoio, in piedi e con un'aria di sfida.

-TU?!-
-Ti ho scombinato qualcosa?- rise
Serena, con il solito atteggiamento di sfida, non temendo per nulla
la reazione di Igor, il quale la
squadrava inebetito.

-Te sei pazza!Io...chiamo la polizia
e ti faccio arrestare!Come sei entrata qua,chi ti ha dato il permesso?!-
-Calma,non ti agitare!Ti fa male alla
pressione,zietto caro...-
-Guarda che parlo sul serio,dirò
tutto a tua madre e credimi,non ci resterà bene!!!-
-Oh quanto la fai lunga!Volevo farti
una sorpresa e la biondina mi ha sgamato...se l'è presa troppo,non
è che niente niente è innamorata di
te quella?!-
Igor era furente,sembrava che il
destino volesse di nuovo tirare fuori la stessa identica carta: come Danyla,
quella giovane ragazza, spregiudicata
e insolente, voleva prendersi gioco di lui. Ma non avevano altri uomini
a cui rivolgere le attenzioni,
possibile che i ragazzi moderni non avessero nessun ascendente su queste
donne ancora immature, che
puntualmente scambiavano la sua gentilezza con altro? E soprattutto, erano
attratte dai muscoli e dai capelli
brizzolati come api dal miele.
-Cosa vuoi da me...perchè mi
perseguiti: prima la scusa delle chiavi perdute, ora ti infili in casa mia e fai
fuggire una cara amica e mio
figlio...-

-Proprio non ci arrivi da solo, eh zì?!-
Igor cercò di fare un respiro
profondo e di scacciare la delusione per aver visto andar via suo figlio in
lacrime.
Soprattutto, tentò di cancellare
tutto quello che lo circondava, dentro e fuori, concentrandosi solo
su Serena, la quale, lentamente
sciolse l'asciugamano e restò con delle mutandine striminzite, di raso e
organza.

Le sue forme erano tutt'altro che
acerbe e Igor non potè fare a meno di guardare i fianchi sodi, il seno, ancora
alto e tornito. I capelli coprivano
pudicamente i seni, rendendola ancora più desiderabile. Serena sentì di avere
mezza vittoria in tasca.
-Quant'è che stai a secco?- chiese
sfrontatamente, avvicinandosi in modo pericoloso al corpo, al viso di Igor.
Che non rispose, rimase impalato a
fissare gli occhi un po'folli e voluttuosi, che solo una ragazzetta può avere.

Lo baciò, prima sulle guance, poi
scese verso le labbra, dove Igor la accolse non mollando la presa.

Uno strano senso di arrendevolezza si
era impadronito di lui, che, tradito, abbandonato dalla propria
moglie, ferito nel suo amor proprio e
perchè no, dimentico da troppo tempo ormai di cosa significasse
provare piacere e attrazione, ora si
slanciava verso chi mostrava di bramarlo con forza.
-Andiamo...di là?- chiese lei,
indicando la camera da letto ma Igor la prese con delicatezza tra le braccia
e si diresse altrove.

-Ho un'idea migliore...-
Entrarono nella sala da bagno, dove
anni prima Flaminia aveva installato una bellissima vasca: un Cupido
dispettoso minacciava di lanciare
strali, fissando i corpi seminudi dei due che non riuscivano a staccarsi
nemmeno per riprendere fiato.

L'acqua, i fiori, lambivano la loro
pelle, mentre Serena cercava di baciare Igor e stringerlo a sè, per
paura che potesse cambiare idea, che
la stesse imbrogliando. Eppure sentiva il suo desiderio, forte e
vitale e le vene pulsargli sempre di
più.

Col capo riverso indietro, Igor si
godeva gli assalti della ragazza, accarezzandole le forme morbide e lisce,
scordandosi completamente che là
fuori c'era un mondo, che lo avrebbe giudicato molto male. Non si
chiese cosa avrebbe pensato Natasha,
nè Duccio, se lo avessero trovato in quello stato: era talmente piacevole
che una così bella e giovane donna lo
stringesse a sè, che anche la stanza aveva perso i contorni di un tempo.
Non amava quella vasca, da quando
aveva tentato proprio lì un approccio con sua moglie, che si era rivelato
un totale forfait.
"Certo le tue scappatelle non mi
hanno resa felice..."
Ricordò quelle parole, il viso di
Flaminia mentre le diceva, il silenzio pesante che ne era seguito e la
sua voglia di riscatto, per
dimostrare che no,non c'era stata nessuna scappatella...

-Aspetta...-
-Non c'è pericolo, prendo la
pillola!- esclamò Serena, col solito candore.
Igor la circuì per le spalle, temendo
una sua reazione e soprattutto, fermò le mani intente a sfilargli gli slip.

-Non è questo...non posso farlo...non
possiamo andare avanti, Serena!E'...una cosa da pazzi!-
-Perchè?!Tu mi piaci, io ti
piaccio...cosa c'è di male?-
-C'è tutto di male: ho una moglie e
dei figli. Mia figlia avrà la tua età, capisci?!-
-Nessuno lo saprà!Resterà un nostro
segreto!-
Ma Igor sciolse la stretta,
poggiandosi con i gomiti all'altro lato della vasca.

-E'meglio che tu vada, adesso...-
Serena restò in silenzio, sperando in
un ripensamento, ma Igor reclinò la testa sul marmo umido e non
la guardò mentre usciva, a passi
veloci, rischiando di scivolare.

La osservò solo quando si trovò di
schiena e socchiuse con forza la porta, blaterando parole irripetibili.
Allora Igor socchiuse gli occhi,
lasciandosi andare totalmente, felice di aver fatto la cosa giusta. E si
addormentò.
-Papà?-

Si destò come da un lungo sogno e con
sorpresa vide la figura di Natasha, che gli sorrideva dal bordo
della vasca. Temette di confondere
sua figlia con quella pazza che poco prima stava per fargli fare una
grossa stronzata.
-Natasha?-
-Papino, ti sei addormentato nella
vasca idromassaggio?!-
-Sì... sì...ma perchè, che ore
sono?!-
-E'mattina!-
Igor parlava con una voce impastata e
gli occhi semichiusi. Si alzò, avvertendo tutti i dolori di un sonno
scomodo e umido.
-Bambina mia, che bello vederti!-

-Stai bene? Perchè ti sei
addormentato qua? Non riesci a dormire da quando la mamma se n'è andata,
vero?-
-Già, è così, angelo mio...mi rivolto
nel letto come se ci fossero i tizzoni ardenti sotto al materasso!-

-Povero papà mio!-
La strinse appena, temendo di farle
male e di recare fastidio al nipotino che doveva arrivare:
due amori in uno, quant'è strana la
vita!
-Ma ora asciugati, se no prenderai un
malanno...facciamo colazione insieme! Io e Duccio eravamo molto
in ansia per te e stamattina di
buon'ora abbiamo deciso di venire!-
-Perchè c'è anche tuo fratello?-
-Sì, solo che sta... sta controllando
le tue riserve di cibo, sai com'è fatto...-
In realtà stava raccogliendo indizi
sulla presunta presenza di una ragazza in casa. Ma non trovò nulla e
ne fu sollevato.

-Eccomi!Ciao papà!-
-Duccio!!!Mi avete fatto una
bellissima sorpresa sapete?-
Al proprio figlio riservò una stretta
più virile, mentre Duccio riprendeva fiato per non compromettere una
costola.

Intanto Natasha mimava con le labbra
la domanda:
"Trovato niente?"
E suo fratello scosse il capo, con
somma gaiezza.
Poco dopo erano in cucina, tutti e
tre a parlare di fronte ad un toast bruciaticcio.

-Insomma, Joshua vuole ritrovare suo
padre... la trovo un'ottima idea oltre che giusta: un figlio merita di
conoscere la verità, sebbene nuda e
cruda...-
Natasha e Duccio si scambiarono degli
sguardi d'intesa e mentre Igor mordeva un lato croccante del toast,
la figlia prese parola, titubante.
-Papà...sei sicuro di non voler
dormire da uno di noi? Voglio dire... te la cavi da solo?-
Igor li osservò circospetto e
indeciso sul da farsi. Ma quello che voleva di meno era arrecare disturbo ai
suoi figli.
-Me la cavo alla grande, tranquilli!
E poi... ho sempre Dario,vostro zio o le mie sorelle... -
Duccio tossicchiò e Natasha passò
alla domanda successiva.
-Hai...più sentito la mamma?-
-No...e voi?-

-Uhm...no...credo sia difficile
contattarci da laggiù...ma non perdiamo le speranze!-
-Già, non le perdiamo...- aggiunse
Duccio, che aveva lo stomaco chiuso e il timore di scoprire qualcosa
di spiacevole.
-E chi le perde?Ragazzi, stiamo
qua...prima o poi si ricorderà di noi,no?-
-Certo...certo...- dissero
all'unisono i suoi figli, che non sapevano come porre la domanda diretta.
-AH!Vado a metterti in forno il pollo
per pranzo, che ne dici papone?- esclamò con veemenza Natasha,
facendo sobbalzare tutti i presenti.
Prese i piatti e da dietro alla sedia del padre, parlò con l'alfabeto muto
in codice, rivolta a Duccio:
"Parlaci tu!Non so che dire!!!"
Duccio dal canto suo, mimò di
strangolarla e aggiunse a mezza bocca: "Cì tua...lasci tutto a me!"

-Hai detto qualcosa?-
-Io?No no...papà...-
-Brrrr...dormire in acqua mi ha
lasciato un frescolino...che idiota sono stato!-
Duccio tacque, indeciso da dove
cominciare il discorso.
-Seeeeenti papà...-
-Dimmi!-
-L'altra mattina,passavo di qua e
dalla porta a vetri...mi è parso di scorgere...una figura femminile, mora,
che dormiva con te sul divano!-
Natasha allungò le orecchie e finse
di non ascoltare, ma in realtà, era talmente in ansia da scambiare
il sale con lo zucchero.
-Era la figlia di una mia amica...
sai, aveva perso le chiavi di casa e così...-
Preferì dire la verità, piuttosto che
inventare scuse: in fondo, era vero.
Duccio e Natasha tirarono un sospiro
di sollievo: il loro padre non avrebbe mai mentito. Non a loro.
-Papà, avrei qualcosa da dirti...-
Natasha fece un'altro colpo di tosse
e prese a canticchiare un motivetto rock.

-Ti ascolto!- e si posizionò
nell'atteggiamento tipico di chi non vuole perdersi una parola detta.
-Non so da dove cominciare...inizio
dalla cosa più semplice e banale: mi sono innamorato!-
-E'una notizia splendida!Bravo bello
de papà! E...chi è...?-
Non fece in tempo a finire la frase
che Duccio lo interruppe, tenendogli stretto il braccio. Poi si fece
mogio mogio tanto che Igor si
preoccupò.

-Mbè che c'è?Un amore...non
corrisposto?Lei è sposata?-
-LUI è sposato,papà!LUI!-
-Che cazzo vordì?!- esclamò Igor, che
sentì le orecchie ronzargli e le tempie pulsare al ritmo del
battito cardiaco. Un infarto, un
colpo secco...
-Sono bsex?O forse gay?Chissà...chi
può dirlo?!-
-E quella ragazza, Ginevra!Ecco...si
chiamava Ginevra!-
-Papà...io sono innamorato di
Eugenio, non di Ginevra...o meglio...le donne al momento non mi
interessano proprio: le trovo sfigate
e...tremendamente insopportabili, troppo volubili e opportuniste!-
Aveva fatto il ritratto di sua madre:
quella era misoginia, a causa di un rapporto morboso con la sua
genitrice. Tutti quei soldi buttati
dallo psicologo, quando la risposta era talmente evidente!

-Eh vabbè...non sarò io a scegliere
per te,figliolo...va'dove ti porta il cuore!-
-Mi...vuoi bene lo stesso,papà?-
-Che domande!A me basta che sia
felice...il resto,non conta!-
-GRAZIE!Grazie!!!-
Quasi piangeva, mentre Igor pensava
che tra tutti i guai, proprio un figlio gay, a lui, ma non tanto
per la sua reputazione, quanto per la
fragilità di Duccio: avrebbe retto ai giudizi, ai sorrisini, all'omofobia?
-Sì ma aspetta a dirlo a mamma,ok?Ha
avuto un esaurimento, lo sai...-
-Volevo che lo sapessi tu...ti voglio
bene, papà!-
-Anch'io...Duccio...anch'io...-
-Bè,cos'è
quella faccia imbronciata?-

Serena non rispose. Fissava la
televisione, spenta peraltro.

-Il gatto ti ha per caso mangiato la
lingua?!Parlami...sono qua!-
-Adesso sei qua!Quando ti cerco,non
ci sei mai!-
-Sai che non è vero!Ho molto lavoro,
ultimamente, ma ci permette di vivere bene,non trovi?-
-Bleah!-
Giada si sedette accanto a sua
figlia, che seguitava a guardare il nulla.

-Ho avuto anch'io la tua età,
sai?Dimmi...problemi a lavoro o...con qualche ragazzetto?-
-Mamma, ti prego...non dire
"ragazzetto"!Odio quando lo dici, mi fa saltare i nervi!-
-Va bene!Ragazzo...chi ti ha ferito
in questo modo,tesoro?-
-I ragazzi sono una
merda!Anzi...tutti gli uomini sono una merda!-

-Ho capito: è normale avere delle
delusioni, Serena. Gli uomini non sono tutti uguali, fortunatamente...-
-Parli tu che sei sola da una vita?!Tzè...-
-Non sono sola: ho Bagoas!E prima di
lui,altri amori... soffrire per amore è una delle esperienze più belle
e terribili che la vita ci
riserva!Non amare è come non vivere, credimi...-
-Cos'è?Una frase presa da un
copione?O sei diventata saggia?-
-Nessuna delle due...esperienza.Punto.-

-Ok!Grazie...mi passerà!Ora,per
favore,se puoi lasciarmi sola...-
-Sì cara, vado a leggermi un copione:
devo farlo prima che il regista decida di rimpiazzarmi!-
Si alzò, lasciando che Serena
agguantasse il telecomando e accendesse la tv,sintonizzando un canale
assordante. Le venne da sorridere;
sua figlia era come lei, piena di vita, desiderosa di amore ma anche
di scoperta. E non sopportava di
arrivare seconda.

-Ahà,siamo di buonumore stasera!-
-Bagoas,ti prego...mi sono già
sorbita mamma!Non farmi la paternale,potrei non reggerla!-
Il greco fumacchiava un piccolo
sigaro, che secondo lui gli dava più fascino.
-Che ti guardi?-
-............-
-Ho capito, non vuoi parlarmi...ma
non risolverai niente stando seduta su quel divano: vivi, darling,prima
che qualcuno si prenda la tua vita e
ne faccia ciò che vuole!-
Serena alzò la testolina nera e lo
guardò di traverso, decidendosi poi a spegnere il frastuono.
-Eccone un altro...cos'è, avete
mangiato pane e saggezza, stasera?-

-Veramente quello lo lascerei a
te,tesoro...-
-Senti, non passiamo ai vezzeggiativi
ora eh! E tagliate quei capelli, sei ridicolo!-

-Mmm...posso sapere dove vai?-
-Esco!Ho voglia di una boccata
d'aria!Sono maggiorenne e non credo di doverti spiegazioni, caro mio!-
-Non fare tardi!Tua madre è sempre in
pensiero per te!-
-Se come no!-
E montò sulla sua macchinina nuova,
girando le chiavi, ormai certa della destinazione...

Avrebbe accettato quel lavoro,
costasse quel che costasse...
Intanto, Giada leggeva e rileggeva il
copione, tentando di mimare delle scene, quando entrò
Bagoas e una scia di fumo lo seguì.

-Tua figlia è uscita...-
-Ah?Speriamo non torni all'alba...la
scorsa notte non è tornata per niente!-
-Devi fare qualcosa!Non puoi lasciare
che entri ed esca come le pare!-

-Caro, quante volte ti ho detto di
non entrare in camera da letto, con il sigaro in bocca?!-
-Hai ragione, scusa... me ne
dimentico sempre!Sai,alle volte lo tengo tra le labbra e non ci penso più...-
-Quando sei qua,pensaci!Non sopporto
i miei vestiti da notte pregni di fumo...-
Gettò il mozzicone nel posacenere di
cristallo e sentì che l'alito poteva ancora andare.

-Ci manderà a fanculo qualche volta,
ma poi sono certo che capirà... insomma tu sei sua madre ed io...-
Giada chiuse il libro: l'argomento
era delicato.
-Cosa vorresti dirle, esattamente?-

-Vorrei dirle...che dovrebbe trovarsi
un lavoro, se non vuole studiare, è giusto che si assuma le sue
responsabilità...-
-Mmm...e lei ti darebbe retta?-
-Se le dicessi che sono suo padre,
forse sì...-

-Sei sparito per quasi quindici anni,
non credo che ti crederebbe. E anche se lo facesse, non ti amerebbe
per questo!-
-Quindi, meglio la bugia
dell'inseminazione!E che cerchi un padre ovunque!Non sono d'accordo, Amore,
proprio no...-
-Aspettiamo che cresca un po',che
trovi una sua pace interiore...poi potrai dirglielo: so che brami dal
desiderio di rivelarti, ma ti
suggerisco di parlarne più in là e con maggiore calma!-
-E se il lavoro ci portasse ancora
lontani? Non potrei resistere...deve sapere!-
-Ti prego, ora non pensiamoci!
Abbiamo molto tempo, le commedie ci terranno ancora a lungo qua...-
-Per fortuna, Amore mio...non
sopporterei di stare lontano da te...e dalla mia bambina...-

-Sei divenuto un padre modello!-
-Il sangue non mente, specialmente
quello di un greco!-
-Ti amo, stupido ellenico...-
-"S'agapò", mio amore...-

"Penso di poter andare a casa...la
signora starà dormendo, la signorina è uscita..."

-E tu stai buono, Musino...non
abbaiare troppo eh!-
Si trovava sempre più spesso a
parlare col cane. E la cosa non gli dispiaceva affatto; Musino era in grado
di capirlo, di ascoltarlo, molto più
di qualsiasi altro essere umano.
-Ora vado a casa...se si può chiamare
casa...ma domani sarò di nuovo qui!Dormi tranquillo!-
Un bacino al cane, una carezza al
micetto che ricambiò pettinandogli la mano.
Kim si incamminò verso casa.

-Signora Giada?!Io andrei...-
Non ricevette risposta, evidentemente
già dormiva. O era presa dal copione, insieme al compagno Bagoas.
Musino si lamentò quando Kim uscì e
lui gli fece cenno dal vetro di andare a cuccia. Lo aspettava un giaciglio
scomodo ma in fondo, dopo tanto
soffrire, non si poteva lamentare. Il peggio era passato. Solo il pensiero dei
suoi due gemelli perduti lo
rattristava e lo tormentava. Staranno bene?Vivranno ancora qui? Ma nessuno
era in grado di rispondere alle sue
domande.